venerdì 22 luglio 2011

CHIETI - Diciannove studenti canadesi sono arrivati a Roccamontepiano,  in provincia di Chieti, ospiti graditi di un progetto culturale voluto dal Comune e che sta impegnando l'intera comunità dal 17 luglio al 2 agosto. Un rapporto di amicizia e di collaborazione tra la comunità roccolana in Abruzzo e quella emigrata ad Ottawa, capitale canadese, che impegna i rispettivi Comuni e le associazioni locali. L'iniziativa ha trovato consenso ed entusiasmo da parte dei giovani e delle famiglie dei due Paesi per essere un modo diretto di relazionarsi con il mondo. Ad organizzare l'accoglienza il Comune e le famiglie di Roccamontepiano, che ospiteranno la comitiva degli studenti, ragazze e ragazzi tredicenni, in arrivo dal Canada. Trascorreranno un periodo di vacanza e studio in Abruzzo, poi tre giorni a Roma.

Ormai da un decennio Roccamontepiano ha costruito e mantenuto rapporti con i propri emigranti sparsi per il mondo e questa iniziativa è solo l'ultima di una lunga serie. Lo scorso anno ad essere stati ospiti in Canada una delegazione di 13 studenti del paese tramite la comunità italiana e le famiglie canadesi. Insomma il Canada chiama l'Italia e i due Paesi lavorano da sempre per far sentire le giovani generazioni sempre più vicine. Coinvolti nel progetto gli istituti scolastici dei rispettivi Paesi, l'associazione degli italiani di Ottawa, il Ministro per gli Affari Esteri, John Baird, l'Ambasciata italiana in Canada e il Sindaco di Ottawa, Jim Watson, che hanno partecipato e condiviso l'iniziativa con i nostri emigranti lo scorso mese di giugno, durante una festa di gala.

"Il  Comune di Roccamontepiano - ha dichiarato il sindaco Adamo Carulli - in collaborazione con la Città di Ottawa, le Associazioni Italo-Canadesi della Capitale, la Greenbank Middle School e la Carleton Discrict School Board di Ottawa, la Scuola Media "Ignazio Silone" di Roccamontepiano, intende proseguire nel programma di scambio culturale già iniziato nell'anno scolastico 2009-2010 a favore  degli studenti della scuola secondaria di primo grado di Roccamontepiano e gli studenti della scuola media della città di Ottawa in Canada. Il progetto offrirà ai nostri studenti la possibilità di approfondire la lingua inglese ospitando ragazzi canadesi presso le proprie abitazioni e partecipando alle attività culturali e di svago appositamente pianificate per loro dal Comune di Roccamontepiano. Lo stesso progetto offrirà agli studenti della Capitale canadese, anche di origine italiana, l'opportunità di conoscere la lingua italiana attraverso la partecipazione ad un corso di lingua italiana e ad attività e eventi giornalieri incentrati su aspetti culturali e storici particolarmente rilevanti della Provincia di Chieti. Gli studenti canadesi, insieme ai nostri ragazzi, avranno la possibilità di frequentare la colonia marina organizzata dal Comune di Roccamontepiano, di visitare la città di Roma con i suoi monumenti più noti e il Parlamento, la città capoluogo d'Abruzzo, L'Aquila, danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009, il Cimitero canadese e il Museo della Battaglia di Ortona, la città di Chieti, il Museo delle Genti d' Abruzzo e la casa di Gabriele d'Annunzio a Pescara. Inoltre tutti i ragazzi saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre, Benedetto XVI".
La comitiva studentesca è giunta in Italia domenica mattina, il 17 luglio scorso, nel pomeriggio è stata ricevuta in municipio a Roccamontepiano e alle ore 20, presso la Piana del Convento San Francesco Caracciolo, si è tenuta una festa di accoglienza con musica, canti e balli tradizionali a cura del GUTA (Gruppo universitario tradizioni antiche). Nei giorni seguenti i ragazzi hanno apprezzato le acque dell'Adriatico a Francavilla al Mare, hanno poi visitato, all'ombra della Majella madre, le Gole di Fara San Martino e i ruderi dell'antico monastero, infine la visita al Pastificio De Cecco, che produce una delle paste alimentari più apprezzate al mondo. 

L'antica origine di Roccamontepiano risale all'alto Medioevo, al periodo dell'invasione longobarda e dell'espansione monastica benedettina. Numerosi documenti storici l'attestano. Questa fu l'epoca in cui attorno al vicino Monastero di San Liberatore a Majella - a Serramonacesca, in provincia di Pescara - coesistevano i feudi di Pomaro, San Pietro, Sant'Angelo e Polegra. Feudi i cui toponimi sono rimasti nelle contrade dell'attuale Roccamontepiano. Tali possedimenti vennero poi trasmessi a San Liberatore, che arricchì il territorio con chiese e monasteri. 

Per quanto riguarda l'antica Rocca, andata distrutta dalla terribile frana del 24 giugno 1765, se ne ha menzione per la prima volta nelle carte compilate dal geografo arabo Al Idrisi per il Re Ruggero d'Altavilla nella seconda metà del secolo XII, descritta come "Ruqqua N'Lan", in altri documenti del Trecento come "Rocca Montis Plani" o "Rocca De Monte Plano". Il processo d'incastellamento si compì in diversi secoli. Soltanto in documenti del Cinquecento i feudi venivano dichiarati disabitati e conseguentemente l'intero abitato, arroccato attorno al castello principale, costituiva la "Rocca Monte Plano", andata poi completamente distrutta. 

L'odierno abitato conserva ben poco della struttura antica. Sopravvissero a quel cataclisma il Monastero di San Pietro, il Convento di San Francesco, la Chiesetta di San Rocco, la chiesetta della Madonna della Neve e la chiesa della Madonna delle Grazie. La frana, oltre a distruggere l'intero centro abitato, facendo  più di cinquecento vittime, determinò una ricostruzione delle abitazioni in maniera sparpagliata sull'intero territorio, essendo venute meno le ragioni di difesa da pericoli esterni proprie del periodo medioevale.

Da IL POSTINO, giornale di Ottawa. Di Angelo Filoso

ANNOTAZIONI SULLA STORIA DELLA COMUNITA' ABRUZZESE IN URUGUAY di Mario Lannutti Bonanni

MONTEVIDEO - Ebbi il piacere di conoscere, nel lontano settembre del 1975, l`abruzzese Giuseppe Maria Tosti, arrivato in Uruguay in compagnia della sua Signora, la quale sarebbe rimasta quale professoressa d`Italiano presso la Scuola Italiana di Montevideo. Ricordo come se fosse adesso, di pomeriggio, quando mi venne a trovare in Agenzia (ho lavorato in un'agenzia viaggi) e..... quasi.... mi rimprovera, dicendo: " come, tu sei abruzzese e non sai che esiste una "famiglia abruzzese", che sta riunendo tutti gli emigrati abruzzesi, figli e discendenti, in Uruguay?".

A partire da quel momento, dopo la prima riunione col caro Alberto Giuliante ed altri, mi misi  a capofitto a lavorare per organizzare riunioni, pranzetti, cenette, incontri ricreativi, spaghettate, insomma diventando il primo "segretario"  per acclamazione durante  un`assemblea di soci. C`era già una bozza di "statuto", ma per la "FAMIGLIA ABRUZZESE". Mi procurai un prototipo attraverso il Ministero di Educazione e Cultura e, rispettando molte idee, principi venuti dalla base ed espressi dai primi soci iscritti - come Giuliante, Di Cesare, Piccirilli, Pizzuti, Di Marco, Urbani, Tieri, Costantini, De Laurentiis, D'Antonio, Vespa, Iafolla, Di Lorenzo, Colantonio, Conte, D'Alfonso, Ginestra ed altri - con la collaborazione della dott.ssa Orfilia  Fernandez Sbarbaro, avvocato e docente di Diritto Romano all'Università di Montevideo, stilammo insieme tutti gli articoli dello Statuto e tutti d`accordo convocammo gli associati ad un`Assemblea Generale Straordinaria dove l'atto costitutivo e lo Statuto furono approvati all'unanimità, decidendo di dare la denominazione di ASSOCIAZIONE ABRUZZESE DI MONTEVIDEO - URUGUAY

Furono nominati quali "responsabili" di dar corso agli adempimenti di riconoscimento dello Statuto e dell'Associazione Giuseppe Maria Tosti e Mario Lannutti Bonanni, che presentarono la richiesta al corrispondente Ministero per il riconoscimento del Titolo e quindi per la Personalità Giuridica, valida a tutti gli effetti di legge, che arrivò nel 1978, qualche anno dopo. Quante tappe percorse fino ad oggi, quante telefonate, quanti incontri e pure quanti "scontri" ! Devo tralasciare l`acquisto di un terreno, quindi la sua vendita e poi l`acquisto d`una casetta,  poi ristrutturata e ampliata. E' divenuta la nostra attuale Sede Sociale, dal 1986.

Qualche giorno fa - domenica 10 luglio - abbiamo festeggiato il 39° Anniversario di Fondazione dell`ASSOCIAZIONE ABRUZZESE DI MONTEVIDEO -URUGUAY, alla presenza di molti emigrati abruzzesi, di figli e nipoti e pure in compagnia di tanti buoni amici, che ci seguono da tanto tempo. Interessante, molto gradita la presenza del nuovo Console d`Italia, dott.ssa Cinzia Frigo, residente in Uruguay da circa quattro anni, la quale ci ha lasciato un grande messaggio: prima volando col pensiero verso il nostro caro Abruzzo, ricordando la triste  notte di due anni fa, allorquando L`AQUILA ed altre località` viciniori furono colpite dal terribile terremoto, e poi ricordando il grande spirito di solidarietà, la generosità di abruzzesi e non, di coloro che vivono in Abruzzo come in qualsiasi regione d`Italia, sia di noi emigrati, sparsi in tutto il mondo. Si è complimentata con la nostra  Istituzione, per quanto abbiamo fatto finora, con l'augurio di continuare a difendere tutti i valori d'italianità, partecipando sempre attivamente, come abbiamo fatto finora.

Il Presidente, Mario Di Vincenzo, ha ricordato specialmente i fondatori Giuliante e  Di Cesare, salutando l`abruzzese Comm. Armando Pizzuti, uno dei pochi fondatori viventi e presenti, inoltre ha ricordato tutti i Presidenti che negli anni si sono avvicendati alla guida dell'Associazione:

Ottavio Di Marco, Armando Pizzuti, Mario Lannutti Bonanni, Ezio D`Antonio, Concezio D`Alfonso, Roberto Cicchini e Cesidio Di Battista, il quale ancora una volta ci ha dilettato con la sua dolce melodiosa voce, cantando alcune canzoni abruzzesi ed altre, come  "Chitarra Romana" , " O sole mio", accompagnato al piano dal simpatico musico Rocco Cozzina, anche lui con una carezzevole voce e con un repertorio di musica di tutti i tempi. Il valzer,il tango ed altri balli caraibici-sudamericani hanno rallegrato tutti i commensali che hanno applaudito piu`volte gli interpreti. E per finire, un grazie alla nostra Regione che ha voluto continuare, specialmente attraverso il CRAM, a mantenere sempre vivi i legami con le tante  Istituzioni Abruzzesi sparse nei cinque continenti.

lunedì 10 gennaio 2011

GLI INCONTRI A MODICA CON GOFFREDO E FEDERICO PALMERINI

Gemellaggio con l’Aquila: ritrovare il senso vero del con-patire

Palmerini

MODICA - Ha parlato in piedi Goffredo Palmerini lo scorso 4 gennaio nell’Aula Consiliare di Modica, per rispetto al luogo di espressione massima della democrazia in un territorio, lui che fino al 2007 è stato consigliere, assessore e vicesindaco dell’Aquila e che ora segue le comunità abruzzesi nel mondo, continuando così il suo impegno civico e culturale (come scrittore, giornalista, membro dei consigli direttivi di varie istituzioni, tra cui l’Istituto Cinematografico dell’Aquila). Ha parlato con commozione, ringraziando subito per i legami che si sono avviati e che sono continuati dopo il terremoto con l’Aquila, ed in particolare con la storica e popolosa frazione di Paganica.

Ha subito spiegato che compatire, nel suo senso etimologico, dice passione condivisa. Andando così al cuore di gemellaggio, che ha preso il tono dell’incontro tra gente che coltiva passioni forti perché le città rinascano recuperando le proprie radici. Solo così potranno restare comunità e diventare, soprattutto per le nuove generazioni, luogo in cui poter sperimentare quella vita buona e bella che sarà, per l’Abruzzo la forza più vera di una ricostruzione che allo stato attuale non c’è. Condivisione di passione per il bene in cui entrano a pieno titolo gli italiani nel mondo: altri sessanta milioni di italiani che, con fatica, si sono conquistati stima e che spesso non capiscono la degenerazione in cui versa il nostro Paese. Italia che ripensiamo a centocinquanta anni dall’unità attraverso legami che nascono dal dolore e fioriscono in amicizia, impegno per la giustizia, cultura.

Ha fatto riscontro alle parole di Goffredo Palmerini il Sindaco di Modica, Antonello Buscema, che ha ricordato come ogni terremoto porta lutto e devastazione ma anche dovere e possibilità di ricostruzione, da sempre pensare nell’ottica del bene comune. Poco prima nella chiesa di San Pietro c’era stato il momento liturgico, con l’adorazione eucaristica in cui si esplicitava come questa vicinanza che si è creata con l’Aquila ha a che fare con la vicinanza di Dio, con il suo farsi uomo, il farsi bambino. Nel suo intervento Federico, figlio di Goffredo e seminarista, ha offerto una sua lettura della vita che ci riserva doni, come l’amicizia nata tra Paganica e la diocesi di Noto, per i quali occorre conservare stupore e capacità di riceverli, e così permettere a Dio di entrare nella vita personale e comunitaria. Ha quindi ricordato come sia importante ringraziare per la gratuità dei doni di Dio e di chiedere scusa quando li roviniamo, e questo per vivere bene la nostra vita e tutti i suoi tempi di dolore e di gioia.

Così la storia riceve la luce di Dio, che resta una luce discreta, una luce offerta. Aprendo vie di salvezza, come i passi successivi del gemellaggio che si sono pensati nelle giornate di visita di Goffredo, Federico insieme alla sposa e madre signora Anna, e che domenica 10 gennaio saranno condivisi con la comunità di Paganica. Continueranno incontri attraverso visite ma anche si programmeranno momenti comuni annuali (alternandosi tra Paganica e Modica) in cui condividere discernimento e riflessione sui grandi temi della vita da riprendere poi durante l’anno; si penseranno iniziative di servizio ed educative (soprattutto per gli adolescenti) con scambi tra Paganica e Modica; si sosteranno iniziative di condivisione e di economia sociale nel segno della reciprocità; ci saranno momenti costanti di preghiera gli uni per gli altri e lettere di comunione per informarsi sul cammino delle due comunità.

Man mano si cercherà di capire anche quali risvolti possono esserci per la vita delle due comunità sociali e civiche; intanto è stata compiuta una tappa importante che segna una svolta: dall’emozione per il terremoto alla fedeltà di un cammino in cui le due comunità si impegnano a dare e ricevere nel segno della vita buona e bella e di città ripensate mettendo al centro l’uomo.

Per la Caritas diocesana

Il direttore

Maurilio Assenza