lunedì 27 settembre 2010

A PESCASSEROLI “SETTEMBRE ANDIAMO” ALLA IX EDIZIONE

L’evento il 4 settembre al via con Antonio Bini che presenta il film “Uomini e lupi”, di G. De Santis.

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA - Anche quest’anno si é svolta, dal 4 all’11 settembre, la IX edizione della manifestazione di turismo sportivo “Settembre andiamo, è tempo di migrare”, organizzata dall’Unione Sportiva Acli lungo le vie verdi della transumanza e, in particolare, del Regio Tratturo che da Pescasseroli scende a Lucera, nel Tavoliere. L’itinerario, in sette tappe, attraversa le province dell’Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento, Avellino e Foggia, per un totale di 170 chilometri, che i partecipanti percorrono in bicicletta o a cavallo. Con questa iniziativa si vuole far conoscere e valorizzare i beni ambientali, paesaggistici e archeologici che l’antica civiltà della transumanza ha generato nei secoli, soprattutto in Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. Una particolare attenzione é stata posta per riscoprire la cultura e le tradizioni delle comunità incontrate durante il percorso. L’iniziativa, quest’anno, era promossa all’insegna della solidarietà verso le popolazioni aquilane colpite dal sisma del 6 aprile 2009 e del rilancio delle attività di sport ecologico e di turismo responsabile nelle località ricadenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che, a causa del terremoto, sono state alquanto disertate dai turisti.

La manifestazione si é inaugurata sabato 4 settembre, alle 10, presso il Cinema “Rinascimento” di Scanno, alla presenza del sindaco di Pescasseroli, Nunzio Finamore, dell’assessore al Turismo, Ernesto Paolo Alba, e del presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Giuseppe Rossi, con la proiezione del film “Uomini e lupi”, di Giuseppe De Santis. Lo ha presentato Antonio Bini, infaticabile operatore culturale, che nel 2008 pubblicò per la rivista D’ABRUZZO (n. 81/2008) una ricerca sul film, girato nel 1956 interamente in Abruzzo, tra Scanno e Pescasseroli. Particolarmente attesa era la presenza dell’attore Euro Teodori, che nel film recitò la parte del giovane Amerigo. “Si tratta di un ritorno a Pescasseroli dopo oltre cinquant’anni; un ritorno che mi emoziona profondamente, essendo rimasto sempre legato al film ed ai luoghi in cui fu girato”, ha dichiarato l’attore. Al termine della proiezione si é registrata una comunicazione sul percorso, per favorire il riconoscimento da parte dell’UNESCO della civiltà della transumanza. É seguita una visita ai luoghi in cui il film fu girato. Nella mattinata e nel primo pomeriggio sono arrivati da varie parte d’Italia i cavalieri (una quarantina) per seguire l’itinerario sulle tracce dell’antico tratturo.

La proiezione del film, che viene opportunamente contestualizzata nella manifestazione, merita qualche breve riflessione, considerato il lungo tempo trascorso da quando furono fatte le riprese. In Abruzzo “Uomini e lupi” sembra essere stato dimenticato, eppure gli esterni furono interamente girati nella regione, appunto tra Scanno e Pescasseroli, e alcune scene anche a Roccaraso. Ma sopra tutto all’Abruzzo si riferisce l’intera storia, incentrata sui “lupari”, ossia i cacciatori di lupi oggi figure ormai scomparse, inseriti nello scenario del mondo pastorale di allora, peraltro con un cast di grande spessore. L’Archivio di Rai Uno ha definito il film “dramma intenso e selvaggio ambientato tra le montagne abruzzesi e interpretato da un gruppo di attori di rilievo, fra cui spiccano il giovane Yves Montand e l’affascinante Silvana Mangano”. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita nelle sale cinematografiche (2007), Uomini e lupi” è stato ricordato dallo storico Museo Nazionale della Montagna di Torino - sorto alla fine dell’800, parallelamente al CAI - che ha dedicato al film due settimane di programmazione, e dalla Fondazione DiversoInverso, presso il teatro “Pagani” di Monterubbiano, nelle Marche. In precedenza è stato proiettato in rassegne cinematografiche a Tolosa, La Rochelle e Boston. Il film uscì anche in Francia, Germania, USA e Messico.

Il film si inserisce nel Neorealimo, straordinaria stagione del cinema italiano, alla quale Giuseppe De Santis, indimenticato regista di “Riso Amaro” (1949), contribuirà attraverso un’analisi rigorosa delle forze sociali, con una presa diretta della realtà umana, coinvolgendo spesso nelle riprese gente del luogo, come avvenne anche nel caso di “Uomini e lupi”, con contadini e pastori di Scanno e Pescasseroli. “Uomini e lupi” è stato giustamente definito un film fuori dal tempo. L’ambiente aspro e difficile di un povero paese della montagna abruzzese, ribattezzato Vischio, la neve e l’ansia della popolazione per la presenza dei lupi, che costituivano un pericolo per le greggi, rappresentano il contesto in cui era collocata la figura del luparo, anch’egli affamato come i lupi che cacciava, attratto dalle taglie poste su ogni capo ucciso. La lavorazione del film risentì delle eccezionali condizioni atmosferiche di quell’inverno, nel 1956, ancor oggi ricordato per le eccezionali nevicate, che rese più difficoltose e complicate molte scene.

L’impostazione che Giuseppe De Santis intendeva conferire al film risentì dei contrasti emersi tra il regista e la produzione italo-francese, la quale impose un taglio di circa diciotto minuti, per conferire al film il dinamismo proprio di una pellicola d’azione, tipo western, secondo una logica di taglio squisitamente commerciale. La Titanus operò i tagli che riteneva necessari e De Santis prese le distanze dall’opera, abbandonando la fase del montaggio della pellicola e denunciando sui giornali che non si considerava l’autore del film. Queste vicende, seguite dalla stampa nazionale, ne ritardarono l’uscita nelle sale cinematografiche. La prima proiezione pubblica avvenne a Roma il 2 febbraio 1957. Pur con le tutte vicende che lo condizionarono, il film rimane un capolavoro del cinema italiano e un irripetibile documento sulle sofferte condizioni di vita della nostra gente e sui paesaggi della nostra montagna, che s’inserisce ancor oggi nel secolare immaginario selvaggio e aspro, ma al tempo stesso umano, dell’Abruzzo e della sua gente.

Per l’Abruzzo resta la soddisfazione d’aver fornito al padre del Neorealismo il contesto ideale, ambientale e sociale, per girare “Uomini e lupi”, uno dei suoi film capolavoro, ancor oggi icastico documento delle condizioni estreme in cui versava la nostra gente di montagna e dei passi da gigante fatti dalla nostra regione, nei decenni successivi, per affrancarsi dalla povertà e dal sottosviluppo. UOMINI

Infine, solo un accenno a molti altri registi che hanno scelto l’Abruzzo per ambientare e girare i loro film. Per brevità, cito solo i più noti e famosi: Ai piedi della montagna di Peter Del Monte (2002), Amici miei atto II di Mario Monicelli (1982), Autostop rosso sangue di Pasquale Festa Campanile (1970), Lo chiamavano Trinità di E.B. Clucher (1970), Fontamara di Carlo Lizzani (1980), Francesco di Liliana Cavani (1989), Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini (1976), Il nome della rosa di Jean Jacqes Annaud (1986), Il posto dell’anima di Riccardo Milani (2002), Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio Taviani (1990), Il viaggio della sposa di Sergio Rubini (1997), King David di Bruce Beresford (1985), L’Angelo e il Cacciatore di Giancarlo Planta (2003), L’armata ritorna di Giancarlo Tovoli (1983), L’Orizzonte degli Eventi di Daniele Vicari (2004), Lady Hawke di Richard Donner (1985), La guerra degli Antò di Riccardo Milani (1999), La strada di Federico Fellini (1954), Liberi di Gianluca Tavarelli (2003), Milarepa di Liliana Cavani (1974), Pane e Tulipani di Silvio Soldini (2003), Parenti serpenti di Mario Monicelli (1993), Serafino di Pietro Germi (1968), Straziami, ma di baci saziami di Dino Risi (1968), Una pura formalità di Giuseppe Tornatore (1993), Via Paradiso di Luciano Odorisio (1988), Yado di Richard Fleischer (1985), Così è la vita di Aldo, Giovanni e Giacomo (1998). Questa sintesi delle pellicole girate sul territorio abruzzese vuole solo segnalare la forte prelazione dell’industria cinematografica mondiale per l’Abruzzo, specie interno e montano, dove trova paesaggi ed ambienti naturali e selvaggi, borghi e luoghi di grande suggestione, che fanno della regione un ideale set dove girare il grande cinema.

UOMINI E LUPI (1957)

Interpreti: Silvana Mangano (Teresa), Yves Montand (Ricuccio), Pedro Armendariz (Giovanni), Irene Cefaro (Bianca), Guido Celano (don Pietro), Euro Teodori (Amerigo), Giulio Calì (Nazareno), Giovanni Matta (Pasqualino). Regista: Giuseppe De Santis; Soggetto: Giuseppe De Santis, Tonino Guerra, Elio Petri; Fotografia: Piero Portalupi; Musiche, Mario Nascimbene; Titanus-Trionfalcine.

A MAR DEL PLATA L’INCONTRO DEI GIOVANI ABRUZZESI D’ARGENTINA

Resoconto su tre giorni di lavori sul ruolo dei giovani e sul futuro delle relazioni con l’Abruzzo

di Federico Mandl

BUENOS AIRES – Si è tenuto nei giorni 6-7-8 agosto a Mar del Plata, splendida città balneare della provincia di Buenos Aires, l’Incontro Nazionale dei Giovani Abruzzesi, al quale hanno partecipato figli e nipoti di abruzzesi, ma anche molti giovani di altre comunità regionali italiane. L’incontro, che aveva avuto il riconoscimento di Evento di Interesse Pubblico da parte della Municipalità di Mar del Plata con deliberazione del Consiglio Comunale del 29 luglio, è stato un grande successo di partecipazione e di risultati, maggiore di quanto ci si aspettasse alla vigilia. Preparato con molta cura da un équipe coordinata da Joaquin Negri, componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM), ha avuto il forte sostegno della Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Argentina (FEDAMO), del suo presidente Alicia Carosella e del suo esponente “storico” Juan Scenna, anch’essi membri del CRAM. L’incontro è stato molto produttivo, ricco di nuove idee da presentare all’attenzione del CRAM. Molti i temi discussi nei vari dibattiti e nei gruppi di lavoro, che hanno riguardato le nuove frontiere dell’associazionismo con l’impegno delle giovani generazioni, i rapporti culturali e sociali da tenere con la Regione Abruzzo, le opportunità di collaborazione, la grande risorsa per l’Abruzzo costituita dai figli dell’emigrazione abruzzese in Argentina. Le relazioni sui vari argomenti in discussione sono state svolte in un clima di grande interesse e notevole è stata la partecipazione al dibattito, molto proficuo di spunti e di proposte innovative, come hanno riconosciuto negli interventi conclusivi la Presidente della FEDAMO, avv. Alicia Carosella, e tutte le Autorità intervenute.

Il programma dell’Incontro Nazionale dei Giovani Abruzzesi presentava molti appuntamenti interessanti, sia riguardo ai temi da discutere e alle proposte progettuali, come pure su argomenti culturali e storici, tutti svolti con il sussidio di presentazioni audiovisive e documentari. Questi, in sintesi, gli eventi nei tre giorni di lavori. Aperta felicemente con uno spettacolo del Corpo di ballo “Cuore Forte e Gentile” del Centro Abruzzese di Mar del Plata, la prima giornata ha preso avvio con una relazione di Federico Mandl sulla “Storia della Fedamo”, seguita dalla comunicazione di Florencia Verna su “Storia degli Abruzzesi nel commercio argentino” e dalla relazione tenuta da Juan Scenna e Joaquin Negri su “Gli Organismi della Regione Abruzzo e l’attuale situazione del CRAM”. Il Centro Abruzzese di Campana ha svolto poi una comunicazione sulla “Storia degli Abruzzesi nella zona di Campana”, cui è seguita la trasmissione del documentario “Eroi contro la mafia”. Ancora un impegno con “Tormenta de ideas”, con molte ipotesi di progetto, riprese nei successivi incontri di gruppo, quindi la comunicazione di Fernando Rizzi su “Relazioni della collettività italiana con la società e le gli Organismi statali argentini”. Il documentario “Ortona, città d’Abruzzo, epicentro d’una grande battaglia della 2^ Guerra Mondiale” e, dopo cena, il film “Gomorra” di Matteo Garrone, tratto dal best-seller di Roberto Saviano, hanno chiuso l’intensa prima giornata di lavori.

La seconda giornata ha preso avvio con la presentazione del progetto del Centro Abruzzese di Berazategui Ragazzi Abruzzesi d’Argentina e Italia nell’apprendimento di danze, idiomi, giochi e tradizioni”, quindi con la comunicazione di Marcelo Ferrara su “Programma di lavoro del Consiglio dei Giovani Molisani nel Mondo. Proposta di iniziative comparate tra le Regioni Abruzzo e Molise”. Il Centro Abruzzese di Bahia Blanca, con Marianna Santana, Magali Fernandez e Antonella Di Matteo, ha presentato la relazione “Gastronomia abruzzese”. Nel pomeriggio, dopo una presentazione multimediale che ha riguardato l’Italia e l’Abruzzo, il commosso omaggio alle Vittime del terremoto dell’Aquila e dintorni hanno aperto i lavori. Fabio Marraffini ha relazionato su “Esperienze nel CRAM e nell’associazionismo abruzzese”, Joaquin Negri su “Missione, vedute e progetti per il futuro della Comunità abruzzese”, quindi Natalia Turanzas Marcos su “Diritto internazionale: parallelismo Italia-Argentina sulla cittadinanza”. A seguire, la relazione “I giovani e la lingua italiana, patrimonio di identità” proposta da Mariano Stenta e Diego Di Giacomo del Centro Abruzzese di Mendoza, con il successivo dibattito generale sugli argomenti della giornata e la Cena ufficiale dell’Incontro Nazionale dei Giovani – Argentina 2010. Non è mancato un pizzico d’umorismo con lo spettacolo “Sketch del Tìo” proposto dagli stessi giovani e karaoke finale.

La giornata conclusiva, domenica 8 agosto, ha visto la designazione del gruppo incaricato di stendere la relazione finale da inviare a tutte le Associazioni Abruzzesi e Molisane d’Argentina e alla Regione Abruzzo e gli interventi dei vertici della FEDAMO e delle Autorità civili presenti. Una visita guidata alla città e un ricevimento al Centro Abruzzese di Mar del Plata hanno chiuso questa straordinaria esperienza di riflessione. Da notare che non è mancata una forte testimonianza di solidarietà. Proposta dall’Associazione Abruzzese di Campana, infatti, è stata accolta unanimemente l’iniziativa di solidarietà verso le popolazioni dell’area depressa e povera del Chaco, un’etnia che vive a cavallo di Argentina, Paraguay e Brasile, sotto l’appello “Il Chaco ha bisogno di te”. L’Incontro Nazionale dei Giovani Abruzzesi d’Argentina, dunque, si chiude con un consistente bagaglio di soddisfazioni e risultati, avendo ancora una volta messo in evidenza il forte legame esistente tra le numerose Associazioni Abruzzesi e Molisane del grande paese sudamericano aderenti alla FEDAMO, il senso d’appartenenza alla stessa cultura ed alla medesima terra d’origine, una solida unità d’intenti e la speranza che la Regione Abruzzo sostenga progetti ed iniziative. Insomma, un affidabile e promettente viatico per il futuro.